L’orientamento scolastico: cosa funziona e cosa no

orientamento scolastico

Ogni giorno, nelle scuole italiane, l’orientamento è una pratica formale che coinvolge docenti e studenti. Ma è davvero efficace? La figura del docente referente all’orientamento è tra le prime ad essere nominata nei collegi docenti, e il budget dedicato a questa attività è spesso molto limitato, intorno ai 600 euro lordi annui. Ma la realtà è che, sebbene questi insegnanti siano chiamati a coordinare incontri e gestire relazioni con scuole, università e associazioni di categoria, raramente sono orientatori qualificati.

Il loro compito principale è filtrare e organizzare una mole di richieste provenienti da varie università, che spesso vedono nell’orientamento una forma di marketing. Il problema? Troppi incontri, poche vere informazioni utili. Ogni giorno si ricevono decine di email da atenei desiderosi di presentare i propri corsi di laurea, e il risultato spesso si traduce in appuntamenti con pochi studenti, risorse sprecate e poca chiarezza per i ragazzi.

Invece di guidare gli studenti in un vero percorso di consapevolezza, queste attività rischiano di creare più confusione. Gli studenti partecipano, ascoltano, ma finiscono per sentirsi più disorientati di prima, schiacciati dalla mole di informazioni senza una guida chiara su come prendere decisioni. In breve, manca l’aspetto fondamentale: l’ascolto. L’orientamento non dovrebbe essere solo una questione di presentazioni, ma un percorso continuo, che aiuti i giovani a capire chi sono e cosa vogliono davvero.

 

Di Simone Ariot