|
L'Orientamento a partire dal Lavoro |
|
|
Articolo su ASITOR Associazione Italiana per l'Orientamento curato da ISFOL.
La complessa società post-industriale rappresenta una grande sfida per l’uomo, in quanto oggi viene spinto precocemente fuori dal lavoro con risvolti e sfumature rilevanti e spesso cariche di importanti effetti che richiedono un’analisi precoce del fenomeno. Pur nel disagio, legato alla percezione di una caduta di tensione etica del lavoro, sta contemporaneamente emergendo la cultura espressiva del lavoro che assegna a questa funzione il compito della realizzazione di progetti insieme professionali e personali. Ad una domanda di lavoro meno massificata e meno concentrata corrisponde un’offerta di lavoro meno orientata e meno canalizzata. Ciò rende poco agevole il loro incontro sul mercato, poiché i cambiamenti sociali hanno reso il lavoro più segmentato.
A partire dagli anni Novanta si è sviluppato un nuovo tipo di mercato del lavoro basato su diversi fattori, quali: la maggiore eterogeneità della domanda, dovuto all’ingresso dei lavoratori immigrati; la crescente differenziazione professionale, dovuta al fatto che le novità tecniche e organizzative creano nuovi mestieri; la rinnovata importanza della formazione; la fortissima propensione al lavoro indipendente ed infine l’internazionalizzazione, sia dei mercati del lavoro che delle professionalità.
Osservando questo scenario sociale, possiamo ben capire che sono caduti alcuni vecchi stereotipi del mondo del lavoro e che c’è bisogno di un nuovo clima culturale, capace di accogliere le diversità e il pluralismo della nuova realtà lavorativa, sulla base di un’etica rinnovata entro cui i valori essenziali dell’operare umano vengano tutelati, promossi e coltivati. L’ampia diffusione della crisi occupazionale, tocca trasversalmente tutti i campi sociali e la perdita del lavoro è vissuta come una minaccia e una preoccupazione personale. Di fronte alla scarsità di valide occasioni di lavoro, che non necessariamente configura uno stato di disoccupazione, gli atteggiamenti dei soggetti possono essere diversi. Di certo, si sono arricchite le scelte offerte alle imprese e ai lavoratori circa le caratteristiche che possono assumere i rapporti di lavoro e che possono differenziarsi da quelli tradizionali. Ma se da una parte le opportunità di lavoro si sono arricchite, dall’altra non abbiamo chi ci guida verso la giusta direzione e quindi gran parte delle scelte possono avvenire al buio; perciò saper cercare diventa sempre più importante. Ecco che le scelte e la capacità decisionale delle persone possono essere caratteristiche importanti per non rimanere passivi di fronte alle opportunità. Pertanto ci sembra utile fermare l’attenzione sul concetto di orientamento.
La situazione tipica di un soggetto in cerca di orientamento è quella di percepirsi in condizione di sfida e di assenza di aiuto, dove la solitudine, che a volte è luogo di maturazione della persona, in non pochi casi può generare patologie sociali e individuali. Con il crescere della differenziazione sociale e della proposizione di opportunità, crescono anche i problemi di comunicazione ed integrazione (variabili strutturali dell’orientamento). L’interazione dialettica tra individui e soggetti di governo del mercato del lavoro (ad oggi strutturati esclusivamente come forti portatori d’interesse a scapito dell’utente) non può da sola consentire soluzioni integrate fra le esigenze non troppo conciliabili di domanda e offerta di lavoro.
All’interno di questo disegno bisogna dare vita ad una nuova area di servizi, al fine di consentire a tutti l’opportunità di accesso al lavoro in modo neutrale con un’alta garanzia di trasparenza rispetto alle opportunità e alle differenti espressioni di una medesima opportunità, creando un ruolo istituzionale di incentivatore e di stimolatore delle eterogeneità e della neutralità di espressioni: questo è il ruolo che si è assunto ASITOR a livello nazionale attraverso tutti i suoi associati. I presupposti di ASITOR consistono nel fornire supporti informativi attraverso l’istituzione di sistemi aperti, consentendo a chi ne fa uso di conciliare al meglio le proprie multiformi esigenze, in quanto l’eterogeneità è l’elemento fondamentale per favorire un ORIENTAMENTO che ponga la PERSONA al centro del servizio. Gli stessi associati si confrontano in modo aperto per ampliare la possibilità di contaminazioni che ciascuno può cogliere come momento di crescita, o anche per essere tutorati e sentirsi sempre adeguati nei confronti di coloro ai quali si offrono azioni di orientamento. Inoltre, attraverso la scelta culturale di mantenere viva la ricerca sul tema dell’orientamento, si promuovono progetti-azione congiuntamente ad altre associazioni professionali (preferibilmente entità e soggetti sociali che mantengono prioritaria la scelta di agire ed essere un sistema aperto) per produrre modelli e presentare approcci qualitativamente ed eticamente sostenibili per fornire servizi di orientamento.
|