Certificato, qualificato o cosa?

Questo è un dilemma che spesso attanaglia il mercato del lavoro e troppo spesso, purtroppo, vedo alcuni termini abusati in maniera impropria creando non poca confusione se non proprio una disinformazione.

Per capire un po’ la differenza dobbiamo riferirci alla legislazione italiana e dell’uso che fa di questi termini.

Il CV me l’ha fatto il mio commercialista e va bene così!

Ecco cosa tocca sentire ad un orientatore con più di dieci anni d’esperienza!

Non è la prima volta che mi capita di trovare evidenti rigidità da parte di persone disoccupate nel voler lavorare su se stesse e sui propri strumenti per migliorare la ricerca del lavoro.

L’Alternanza scuola lavoro dopo il ridimensionamento

Il ministro della Pubblica Istruzione del Governo giallo-verde, coerentemente con quanto previsto dal ‘contratto di governo’ tra Cinque Stelle e Lega, ha annunciato:

a) il ridimensionamento delle ore dedicate all’Alternanza scuola lavoro, per i Licei, da 200 a 80, per gli Istituti tecnici da 400 a 150 e per gli Istituti professionali da 400 a 180;
b) l’eliminazione del tema dall’Alternanza scuola lavoro dall’esame di maturità (comunque non ancora attuato, perché decorrerebbe dal 2019).

L’importante annuncio del ministro Bussetti merita qualche prima considerazione.

In Vista della riforma dei Centri per l'Impiego 2019 a cura di Marco Chillemi

Una tra le riforme più attese con la nuova legge di bilancio è la riforma dei Centri per l'Impiego.

Ancora una vola (diversi tentativi poco proficui sono già stati fatti negli ultimi venti anni!) si cerca di migliorare la qualità dei servizi pubblici per l'impiego (SPI).

Dalle premesse forse, per la prima volta, s’intravede la possibilità di potenziare con organico, strumentazioni e formazione, quello che in realtà (ma scarsamente applicata) è l'attività principe dei Centri per l'impiego: l'orientamento al lavoro e alla formazione.

Reddito di cittadinanza e politiche attive del lavoro. Articolo di Marco Chillemi

La “novità” di questi anni, e se ne parla molto in questi giorni, è lo sforzo di combinare il reddito di cittadinanza, molto voluto dal movimento cinque stelle, le politiche attive introdotte in questi anni nella legislazione e rafforzate nella legge 150/2015 e l’attività dei Centri per l’Impiego.

Operando ormai da quasi trenta anni nei servizi pubblici per l’impiego sono abituato a imbattermi con leggi e informazioni che danno modo di pensare, almeno a noi esperti di settore, che gli autori di queste leggi disconoscono l’attuale funzionamento dei Centri per l’Impiego e del Mercato del Lavoro italiano.