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di Maria Corradini, Associata ASITOR ed ex corsista del Corso di Alta Formazione Universitaria in Orientamento E-mail
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Se dovessimo definire cos’è l’orientamento potremmo dire che fare orientamento significa aiutare le persone, qualunque sia la loro età, ad individuare e costruire percorsi pienamente soddisfacenti in ambito formativo e professionale, supportandole perciò a compiere scelte ed a metterle in atto.
In base a questa definizione, si può non separare il processo di orientamento in fasi (orientamento scolastico, orientamento professionale ecc.), ma vedere l'orientamento come un processo educativo ed evolutivo lungo l'arco della vita, focalizzando l'attenzione sul processo di scelta in sé, come metodologia per facilitare il decidere, attraverso un intervento non direttivo del consulente che ha come oggetti: la conoscenza di sé e delle proprie risorse (attitudini, interessi, esperienze, conoscenze, capacità); la conoscenza del contesto di riferimento in relazione ai propri obiettivi; la definizione di un progetto professionale o formativo mediando fra obiettivi della persona e realtà oggettiva. Una parte significativa del percorso di orientamento è il bilancio delle competenze personali, cioè l'analisi realistica di quali siano, come e quando si esprimano al meglio le capacità del soggetto.
Prendendo in considerazione l’orientamento professionale, questo potrebbe essere definito come un intervento di servizio sociale che offre chiarificazioni e consigli per la scelta dell’attività lavorativa da intraprendere, in conformità con le caratteristiche personali del soggetto e con quelle dell’ambiente di lavoro a lui concretamente accessibile. Lo scopo dell’orientamento professionale è quello dunque di dare all’individuo le disponibilità di scelta possibili, aiutandolo ad arrivare al punto in cui gli sia possibile decidere in autonomia l’alternativa di massima utilità per lui e per la società di cui fa parte.
L’orientamento applicato all’area del sostegno nell’inserimento lavorativo è quindi costituito da un insieme di interventi finalizzati a sostenere l’individuo in particolari situazioni di transizione quali il passaggio dalla formazione al lavoro, da uno stato di inoccupazione a uno di occupazione o da un contesto lavorativo ad un altro. Tali interventi sono focalizzati sull’analisi del problema dell’utente, sulla valutazione delle competenze, sul supporto nella ricerca del lavoro, sull’incrocio domanda/offerta, sul tutoraggio nell’inserimento lavorativo, trasferendo al soggetto anche competenze sul come cercare lavoro o sul come avviene il processo di ricerca e selezione del personale, conferendo quindi alla persona gli strumenti per poter mettere in atto la propria scelta.
A questo scopo è utile che il consulente di orientamento conosca il come le aziende o gli enti che necessitano di una nuova figura professionale al proprio interno, affrontino questa situazione e attraverso quali canali possano cercare di trovare un collaboratore in linea con le proprie esigenze. Le imprese, nell’attuale contesto di competizione economica, dedicano sempre maggiore attenzione non solo alla qualità dei loro prodotti o servizi, ma anche al loro capitale umano ed intellettuale, cioè alle persone che rivestono un ruolo cruciale nel determinare il loro successo; se è vero che prestazioni e risultati dipendono largamente dall’abilità degli individui e dal loro impegno nello svolgere il lavoro, oltre che dal contesto in cui lo svolgono, allora le organizzazioni hanno la fondamentale necessità di reperire, all’esterno o all’interno, gli individui maggiormente orientati a svolgere i ruoli oggetto di ricerca.
La selezione del personale è quindi un processo critico per ogni organizzazione ed è uno degli strumenti per garantire l’assunzione di persone che possiedano le competenze adatte per svolgere il lavoro assegnato e porre le basi di efficaci pratiche gestionali e motivazionali sulla base delle linee strategiche di sviluppo non solo organizzativo che l’azienda si è data; la selezione del personale può essere vista come l’insieme delle operazioni che vengono effettuate ogni qualvolta un’organizzazione, al fine di colmare una lacuna presente nel proprio organico, deve reperire e valutare uno o più individui in possesso dei requisiti fisici, psichici, professionali e culturali necessari per poter svolgere in maniera adeguata i compiti previsti dal ruolo.
La selezione consiste quindi nella scelta di un soggetto destinato ad una posizione nella quale si prevede che le sue qualità trovino la migliore utilizzazione; da un punto di vista tecnico, essa consiste invece nell’individuazione e nella misurazione, per mezzo di determinati strumenti, delle qualità e dei requisiti del soggetto, in relazione alle caratteristiche della posizione.
La selezione del personale può essere intesa come un macroprocesso che comprende al suo interno una serie di sottoprocessi; si situa tra la fase dell’analisi del bisogno e quella dell’inserimento della figura professionale, passando attraverso una serie di processi intermedi fra cui spiccano ed hanno un valore strategico quelli della ricerca (intesa come individuazione dei canali e degli strumenti più adatti al reperimento della figura sul mercato del lavoro di riferimento) e della valutazione (intesa come apprezzamento del profilo personale in relazione ai must della posizione sia in termini di hard skills che di soft). Il processo di valutazione è incentrato sulla professionalità (esperienze lavorative + education) della persona, ma anche sull’insieme delle sue caratteristiche, attitudinali, personali e motivazionali.
Newsletter n. 4 - Gennaio 2011
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