|
di Rosella Egione, Vice Presidente Nazionale ASITOR, Coordinatore ASITOR per il Veneto, Direttore di Orientamento & Innovazione Consulting Srl E-mail
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Da qualche anno, soprattutto dall’entrata in vigore della legge 30 del febbraio 2003, la rinomata Legge Biagi, i Consulenti del Lavoro vengono riconosciuti come categoria professionale per eccellenza nell’esercizio delle molte attività legate alla gestione del capitale umano; un ulteriore passo in avanti nell’assumere un ruolo portante per lo sviluppo delle politiche del lavoro, definito pertanto “attore polifunzionale del mercato del lavoro”.
La categoria che, come ricorda il Segretario del Consiglio Nazionale Silvestri, rappresenta il «canale privilegiato per il contatto con le aziende», ha sottoscritto nel novembre 2009 un'intesa con Italia Lavoro (l'agenzia ministeriale per le politiche attive del lavoro e lo sviluppo dell'occupazione) per promuovere politiche attive del lavoro da integrare con misure di sostegno al reddito. Il primo passo è stato l'inserimento nella cabina di regia, voluta dal ministero del welfare per individuare il fabbisogno di competenze utili alle imprese. E adesso, per i consulenti del lavoro, è il momento di «vincere la scommessa, seguendo i dettami della legge Biagi, per far decollare davvero i servizi per la formazione e la riqualificazione» del personale. (tratto da Italia Oggi del 19 dicembre 2009).
Oggi il Consulente del Lavoro è invitato ad essere un selezionatore del personale, un consulente aziendale, un consulente di orientamento, un ricollocatore; nella sua professione si interfaccia con le nuove esigenze che l’economia e il mercato del lavoro richiedono e possiede il potenziale, sia tecnico che di conoscenze necessario per rispondere a tali esigenze. Il Consulente del Lavoro opera su delega della Fondazione Nazionale Consulenti del Lavoro che è emanazione diretta del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ed è stata costituita allo scopo di consentire lo svolgimento delle attività di intermediazione, ricerca, selezione e ricollocamento e delle attività connesse e affini, ai sensi e per gli effetti dell’art. 6, comma 4 del D.Lgs. n. 276/2003 e di eventuali successivi provvedimenti normativi.
In data 24 novembre 2009 è stato siglato tra il Consiglio Nazionale dell’Ordine Consulenti del Lavoro e Italia Lavoro spa un accordo quadro dove le parti si impegnano a sostenere forme di collaborazione finalizzate sia alla qualificazione sia alla promozione delle misure di politica attiva del lavoro da integrare con le misure di sostegno al reddito, previste dalle misure anticrisi di cui all’articolo 19 della legge 2 del 2009. La Fondazione Consulenti per il Lavoro, attraverso i propri delegati, si impegna quindi a:
a) partecipare alla gestione ed erogazione di azioni di politica attiva con particolare riferimento all’intermediazione e ricollocazione dei lavoratori svantaggiati portatori di doti; b) far partecipare i propri rappresentanti ai momenti di formazione e di trasferimento delle metodologie, e degli standard di intervento; c) mettere a disposizione dei progetti, secondo le modalità concordate, le proprie sedi e il proprio personale e quello di altri enti o società collegate; d) rendere disponibili i dati necessari al monitoraggio delle azioni di politica realizzate; e) adottare la strumentazione e gli standard (dati e processi) previsti dal Ministero del Lavoro tramite Italia Lavoro s.p.a. per la gestione delle azioni; i) promuovere e attivare tirocini formativi e lavoro accessorio; j) organizzare e promuovere momenti formativi per datori di lavoro e consulenti del lavoro; f) sviluppare ogni altra iniziativa utile e coerente con quanto previsto nel presente accordo.
Ecco che tra gli attori attualmente a riferimento per la gestione dei momenti di transizione professionale così come nella gestione delle richieste di orientamento e riorientamento alla scelta, il Consulente del Lavoro si fa spazio e acquisisce un ruolo sempre più autorevole, qualificato e riconosciuto.
Alla luce della mia personale esperienza di ventennale carica di Consulente del Lavoro in Verona nonché dell’attuale posizione di Consulente di Orientamento e di Career Counselor, attività che esercito stabilmente all’interno della mia società di Consulenza di Direzione mi sento di ammettere che il Consulente del Lavoro di fatto possiede il canale privilegiato per poter operare in tal senso. Non vanno trascurate comunque l’aggiornamento delle competenze necessarie per l’esercizio di tale professione (perché di vera professione si parla) e l’approccio alla Consulenza che richiede di essere arricchita di metodologie, strumenti e atteggiamenti. E’ richiesta una competenza multidisciplinare. Non dimentichiamo che secondo i dettami ISFOL "L’Orientatore deve comprendere e motivare le persone sia a livello individuale che di gruppo. Deve essere in grado di monitorare il perseguimento dell’obiettivo orientativo ed accompagnare la realizzazione del progetto, verificandone tutte le fasi fino alla conclusione del percorso”. Allo stesso modo, secondo le linee guida della Comunità Europea “Per orientamento professionale si intendono i servizi e le attività destinate agli individui di ogni età, in qualsiasi momento della loro vita, per aiutarli a
prendere decisioni in materia di istruzione ed occupazione e a gestire i propri percorsi professionali".
E’ evidente che la posizione di partenza di chi “aiuta a prendere decisioni” è notevolmente diversa da quella di chi eroga una consulenza specialistica; questa sottile differenza, che conserva il vero valore aggiunto dell’approccio metodologico, va non solo compresa cognitivamente ma appresa per il suo sviluppo e la sua pratica attraverso la consapevolezza della differenza di impostazione e di atteggiamento. Credo che questa premessa sia una verità imprescindibile senza la quale non si può fare orientamento, non si può fare ricollocazione, non si può accompagnare nessuno a fare nessuna scelta. Molto è riuscita a fare la categoria per farsi riconoscere in termini di autorevolezza e valore; sarà fondamentale fare un ulteriore passaggio per rendere davvero spendibile l’esercizio di queste nuove professioni. Prepararsi in competenza per confrontarsi con un mercato altamente qualificato e preparato come quello della Consulenza Risorse Umane.
Newsletter n. 3 - Aprile 2010 |