Sede Nazionale
Palazzo Cesil, Via Pomini, 13 - 21053 Castellanza (Va)
Tel. (+39) 0331 502900 - Fax (+39) 0331 459596
E-mail info@asitor.it - Website www.asitor.it

Maria e Alba fondano OREF Stampa

di Maria Diaco e Anna Alba Mandatori, Associate ASITOR
E-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

OREF, Associazione di Orientamento e Formazione ufficialmente è nata a luglio di questo stesso anno. Entrambe abbiamo voluto accogliere la sfida dell’auto-imprenditorialità espressa nel sociale, ambito quest’ultimo, bisognoso di un’azione di orientamento rivolta a tutti, poichè ognuno di noi in svariati momenti della vita si trova costretto ad affrontare scelte: di studio, di lavoro, di carriera.
In quest'ottica l’orientamento ci è sembrato un dispositivo necessario anche per uno sviluppo creativo della personalità, un'azione costante atta a favorire nell'individuo la capacità di assumere decisioni consapevoli e soddisfacenti in rapporto alle esigenze formative e professionali della propria esistenza, nonché al fabbisogno di una contingenza sempre cangiante.

OREF, dunque, ha mosso i suoi primi passi esattamente un anno fa fra le strade scoscese della splendida Napoli dove ci siamo incontrate in occasione del Master universitario in Orientamento e Outplacement. Lì abbiamo scoperto le nostre affinità: entrambe determinate a diventare delle consulenti di orientamento competenti, entrambe motivate a dare una svolta professionale alla nostra vita, entrambe stimolate dall'idea di rimetterci in gioco con un lavoro proprio e autonomo.
Mentre ci affidavamo all’emozione di condividere la medesima passione per l’orientamento abbiamo deciso di sposare una causa comune: far crescere la consapevolezza che un'azione orientativa si deve costituire oggi come un sostegno fondamentale ed ineliminabile per chi vuole scegliere con coscienza il proprio personale percorso. In questo senso l’orientamento è uno strumento d'integrazione fra istruzione, formazione e lavoro, un supporto essenziale per una corretta gestione di sè, delle proprie esigenze e delle infinite opportunità che il mondo esterno offre.
Questo è stato il paradigma che ci ha stimolato a dare un senso più profondo alla nostra vita professionale e più ancora alla nostra esistenza; d'improvviso abbiamo percepito una spinta convergente a vivere nell’autenticità più propria, resistendo alla noia che frugava da tempo nei nostri cassetti ricolmi di informe quotidianità.

Dapprima, con enorme senso critico, ci siamo confrontate sul perché volevamo progredire su questa strada. Senza esitazione alcuna ognuna di noi ha cercato di esprimere l’esigenza di lavorare per uno scopo che prescindesse dal mero riconoscimento economico, vitale, ma non vitalizzante.

Secondo un comune approccio abbiamo deciso di scendere in campo con un’azione trasversale in grado di porre delle solide basi per il sostentamento dei bisogni che questa complessa società fa emergere come forza dirompente. E se il cambiamento repentino si struttura come prerogativa ineliminabile dell'attuale contesto storico sociale, l’orientamento ci è apparso un elemento di esclusività necessario, che permette una risposta dialettica alle innumerevoli incognite del nostro tempo.
Proprio su queste forti argomentazioni ci siamo confrontate, abbiamo raccolto informazioni, delineato un contesto di riferimento, ma soprattutto abbiamo identificato obbiettivi e criticità con l’unico scopo di creare OREF.

Spesso, durante le pause che scandivano il tempo di quelle lezioni, abbiamo passeggiato identificando le possibili vie da percorrere e lì abbiamo creduto nella forza della nostra immaginazione che ha capacità produttive infinite se adeguatamente interrogata.
Sul braciere che infuocava i nostri animi ardeva, e freme tuttora, la forte convinzione che un esistere vero sia quello di chi sa appropriarsi di sé, scollegarsi dalla convenzionalità dei gesti comuni per ri-connettersi con l'essere più proprio. In nome di siffatta autenticità abbiamo percepito la scossa creativa, quell'urto fatale che ci ha fatto sobbalzare dall’ovvietà neutrale per approdare verso la costituzione di un progetto comune.
Quindi, sospese nel caos partenopeo che si è di fatto trasformato in norma e valore condiviso, ci siamo ri-generate espletando senza intrusioni valutative la purezza dell’atto riflessivo: ci siamo, cioè, rispecchiate, operando uno sguardo attraverso le motivazioni e le convinzioni più profonde.
Così facendo abbiamo disvelato i nostri sogni. In certo qual modo abbiamo armonizzato il nostro peregrinare, rendendo fecondo il magma delle idee.
Da quanto di più intimo soggiaceva sotto la parvenza del nostro fare è sorto un disegno comune, un progetto sempre ancora da ristrutturare.. Secondo uno strano paradigma chi è passato direttamente in prima persona in particolari situazioni di disagio e incertezza, sviluppa una singolare capacità di aiutare proprio coloro che inciampano in simili consuetudini. Ebbene, abbiamo direttamente sperimentato su di noi un'azione di orientamento, grazie alla quale abbiamo potuto partorire il nostro progetto.

Così è nata OREF fra dolori e doglie esistenziali, concepita fra le strade deturpate di una Napoli, s-tracciata delle contraddizioni del nostro non sempre bel Paese.
Poi OREF l’abbiamo mantenuta in vita a Cassino: sotto le pendici della famosa Abazia svariate volte ci siamo incontrate per promuovere in maniera capillare la nostra politica. 
Addirittura abbiamo conquistato uno spazio su un quotidiano, sicchè possiamo vantare di avere la stampa dalla nostra, particolare che, come ben sappiamo, può cambiare il corso della storia!!!

Come madri accorte abbiamo cercato per OREF il sostentamento, morale e strutturale.
Poi Roma, la città eterna maestosa e spaesante al contempo, ci ha accolto in uno dei quartieri più suggestivi dove ogni particolarità architettonica si fa mistero, mentre silente affiora la magia di quelle strade popolate di moderna aristocrazia. Nella Capitale ci siamo concesse di ospitare lo stesso master che, galeotto, ci ha segnato il passo.

Questa è la nostra storia, abbiamo scelto l’orientamento come chiave di volta per il nostro esistere e al contempo per dirimere l’agire dei molti che sovente restano impigliati nella selva oscura della sospensione di azione e di giudizio.
Per citare una metafora a noi cara la personalità umana è un complesso intreccio paragonabile ad un gomitolo di lana, e noi, artigiane dell'ascolto, abbiamo scelto l’opzione di snodare i fili, tirandone sagacemente alcuni.

Infine il nostro logo, la rosa dei venti a rammentare che, come dai venti si apprendono i possibili mutamenti di rotta per evitare il naufragio e giungere a destinazione, parimenti da un’analisi attenta di sé e del mercato del lavoro si può cogliere la giusta direzione da prendere per uno sbocco professionale o un nuovo lavoro entro cui far approdare il nostro esistere …

Newsletter n. 7 - Dicembre 2011