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Relazione finale a cura di Marco Chillemi, Segretario Regionale ASITOR per il Lazio e di Giancarlo Cevoli E-mail
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Sabato 22 ottobre 2011, a Roma presso Porta Futuro, si è svolta una tavola rotonda tra operatori dell'orientamento. La partecipazione è stata ampia e ci si è confrontati con realtà provenienti da tutta Italia operanti nei diversi settori dell’orientamento. Porta Futuro è una nuova realtà in Italia, ripresa da Porta 22 a Barcellona, dove le persone possono trovare in un solo luogo formazione, orientamento e opportunità al lavoro tra le quali, attualmente, "l'unica area dove riscontriamo maggiore soddisfazione è l'orientamento" [Dott. Petrassi Chief Operating Officer - Porta Futuro].
L'obiettivo della giornata puntava ad uno scambio di esperienze professionali tra operatori dell’orientamento su ”… cosa possiamo fare come orientatori e cosa possiamo fare per gli altri" [Dott. Adriano Mingarelli - Coordinatore ASITOR Regione Lazio] per il futuro del nostro paese. Sono state presentate storie, descritte esperienze, punti di forza, criticità e riflessioni ...
"E’ ancora possibile in questo momento, storico e sociale, orientare? E verso cosa e verso dove? Possiamo pensare di slegare l’orientamento da tutto ciò che ci succede intorno? Cosa possiamo veicolare in un processo orientativo se al di fuori la società propone modelli assolutamente diversi e contraddittori?" [Dott. Stefano Giusti - Adatal - over 40].
Si è evidenziato che al centro di un’azione di orientamento c'è l'individuo, che va ascoltato e rispettato nella sua autodeterminazione con la giusta sensibilità, in assenza di pregiudizio, ma allo stesso tempo va orientato tenendo sempre conto della realtà che lo circonda. L’ascolto attivo, quindi, è stato considerato da tutti come elemento essenziale per un’azione di orientamento correttamente condotta.
Come giustamente interpretano Maria Diaco e Alba Mandatori nel loro post sul forum http://orientamentolazio.forumattivo.it/, l'orientatore mentre accoglie "egli stesso si sperimenta, si mette alla prova nell'arte di ascoltare, di com-prendere nel senso di prendere con sé l'altro". Una buona azione d'orientamento deve dare all'individuo "uno spazio per pensare e uno spazio per agire" [Maria Pia Peroni - BPI], prendere coscienza di sé delle proprie aspettative e opportunità; "è un mezzo che guida e sostiene la persona fino al raggiungimento della meta desiderata" [Mariangela Tripaldi Coach Lavoro] dove "Le persone sono invitate ad attivarsi da subito nel lavorare su se stesse ..." [CPI Pomezia]
L'individuo, quindi, diventa promotore di se stesso e lentamente si avvia per la sua strada sempre più determinato a raggiungere il suo obiettivo, sotto un’attenta osservazione e in un discreto guidare dell'orientatore. "Ebbene, la forza dell’orientamento sta proprio nel concedere al pensiero una sosta critica, uno spazio senza divieti dove è possibile riflettere, prendere coscienza di sé, delle proprie possibilità e delle opportunità che il mondo esterno offre" [Maria Diaco - Alba Mandatori].
Oltre ai professionisti, si è dato spazio anche ai non addetti ai lavori che erano presenti al workshop; abbiamo avuto così interventi provenienti non solo dal mondo dei Centri per l'Impiego, dalle università e dalle scuole, da operatori di outplacement, coach e counselor, ma anche da parte di studenti universitari, persone appartenenti al sindacato e disoccupati, arricchendo le argomentazioni e arrivando ad un unico denominatore comune: la necessità di una diffusione capillare dell’orientamento per la sviluppo di una nuova cultura del lavoro nel nostro paese.
Compito arduo visto l’indiscutibile frammentazione in cui l’orientamento ancora oggi si trova, senza una legislazione chiara che lo disciplina e con molti operatori per l'orientamento che lavorano con una professionalità non riconosciuta, in modo isolato e con possibilità remote per potersi confrontare con altri operatori, formare e crescere professionalmente. “… cerchiamo di valorizzare il ruolo dei professionisti … dovremmo impegnarci e sollecitare da più parti dal basso il legislatore a normare questo universo … [Dott.ssa Anna Grimaldi ISFOL].
Le principali associazioni di orientatori si sono riunite, superando i singoli interessi, proprio per far fronte comune verso le istituzioni, per sensibilizzare e disciplinare la professione dell'orientamento. Si fanno promotrici di un codice deontologico, della divulgazione di questa nuova cultura e favoriscono la cooperazione tra i professionisti, la loro crescita professionale e la loro visibilità attraverso la formulazione di un registro e alla validazione delle loro competenze acquisite in modo formale, non formale e informale al fine “… di creare un coordinamento tra le associazioni dei professionisti … di creare una sperimentazione a livello nazionale per un registro che partendo dal basso possa spingere a fare un’azione che possa essere unitaria … insieme, ambienti di ricerca, ambienti operativi, dovremmo spingere perché venga riconosciuto tutto il lavoro che c’è dietro “[Dott.ssa Anna Grimaldi ISFOL]
Il punto fondamentale di questa battaglia, in fin dei conti, è di quanti viaggeranno verso la stessa meta: l'invito è di aderire in molti a questa comunità e di invitare altri a farne parte ... "per far sì che l'orientamento sia lo strumento vincente per cambiare le sorti di un paese che si piega senza aver ascoltato il proprio tempo…." [Prof. Antonio Colombo - ASITOR].
Newsletter n. 7 - Dicembre 2011
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