Sede Nazionale
Palazzo Cesil, Via Pomini, 13 - 21053 Castellanza (Va)
Tel. (+39) 0331 502900 - Fax (+39) 0331 459596
E-mail info@asitor.it - Website www.asitor.it

A scuola mi oriento Stampa

di Angelina Monte, Associata ASITOR ed ex corsista del Master in Orientamento e Outplacement organizzato da SEAFO
E-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

I rapidi mutamenti della società attuale, il superamento veloce d’idee e contenuti, l’esigenza di nuovi modi di pensare, di comportarsi, di rapportarsi con gli altri, di comunicare, la necessità di flessibilità e d’adattamento al cambiamento, mettono sempre più in luce l’importanza dell’orientamento, attraverso le varie agenzie di socializzazione tra cui, in primo luogo, è la scuola ad avere le maggiori possibilità d’intervento.

L’azione della scuola nell’orientare i ragazzi ad una scelta consapevole deve avere sia una valenza informativa sia formativa. Orientare non significa più, o non significa solamente trovare la risposta giusta per chi non sa cosa fare, ma diventa un’altra possibilità per mettere il soggetto in formazione in grado di conoscersi, scoprire e potenziare le proprie capacità, affrontare i propri problemi. Quanto più il soggetto acquisisce consapevolezza di sé, tanto più diventerà attivo, capace di auto-orientarsi e di tracciare, in collaborazione con l’adulto, un personale progetto sufficientemente definito, diventando in grado di prevedere successivi momenti di verifica e di correzione, compatibili con l’emergere di nuove esigenze/tendenze.

Nella scuola, com’è oggi strutturata, esistono periodi canonici in cui gli insegnanti attuano azioni che mirano all’orientamento dei ragazzi, precisamente nel primo quadrimestre della terza classe della scuola media e nell’ultimo anno delle scuole secondarie. È proprio in questo periodo, infatti, che gli alunni devono fare le scelte concernenti la strada da intraprendere nella fase successiva del loro percorso di vita.
Essi sono, quindi, bombardati da una serie d’iniziative, fra le quali le più frequenti sono:
- brevi visite nelle strutture delle scuole d’ordine superiore;
- ricevimento d’insegnanti delle scuole superiori, che si presentano in splendida forma per "fare promozione" alla loro scuola;
- distribuzione di libretti di statistiche sul mercato del lavoro;
- elenchi di facoltà universitarie;
- somministrazione di test che servono solo a rivelare agli alunni le loro idee e i loro maggiori interessi.
Queste iniziative hanno solo due finalità: l’illustrazione agli allievi delle possibilità che hanno riguardo al proseguimento degli studi o all’inserimento nel mondo del lavoro; la rilevazione dei loro interessi e delle loro attitudini.

Alla luce di queste constatazioni è necessario che l’orientamento sia inteso come un "percorso guidato" teso a condurre il giovane verso l’assunzione di responsabilità anziché una semplice offerta di materiale promozionale o la formalizzazione finale delle tendenze dell’alunno.

Un accettabile modello di orientamento dovrebbe:
- garantire ad ogni allievo il raggiungimento di una preparazione tale da permettergli di cogliere le ragioni del cambiamento della società, per saperle interpretare e poter agire di conseguenza;
- far acquisire ai singoli la consapevolezza dei propri interessi e delle proprie attitudini;
- far percepire al soggetto la propria posizione spazio-temporale;
- portare ognuno a non dover essere orientato, ma ad auto-orientarsi.
Trattandosi di capacità che un allievo deve acquisire, il processo di orientamento non si deve limitare a brevi momenti dell’attività scolastica, ma deve prevedere interventi progressivi diluiti nel tempo, con progetti finalizzati all'educazione alla scelta.

La scuola, quindi, ha il compito di aiutare gli allievi a:

conoscere, conoscersi, progettare, decidere.

È a partire da queste considerazioni e dai concetti chiave dell’orientamento che il percorso “A scuola mi oriento” è stato messo a punto e sperimentato dall’Isfol, come un’idea-guida affinché la scuola possa mettere al centro del suo interesse lo studente e la sua personalità in formazione.

Newsletter n. 4 – Gennaio 2011