"Io Voto Socrate" di Alessandro D'avenia - pubblicato su www.corriere.it

Interessante articolo che tratta la secolare diatriba tra il modo dell'istruzione, il modo del lavoro e l'importanza dell'orientamento, ben strutturato, nelle fasi di transizione durante il ciclo scolastico.

Troverete interessanti anche gli altri articoli da lui scritti; buona lettura: Leggi l'Articolo

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Fabbisogna per intraprendere il lavoro di cercare il lavoro
di Fausto Fantini, Associato ASITOR, Career Management Fellow e Docente SEAFO Scuola Europea di Alta Formazione
E-mail faust.fantini@libero.it

Nella sua saggezza secolare la Serenissima già nel lontano 1612 ammaestrava i propri concittadini circa le Fabbisogna per intraprender liti. Così recitava la grida in colto veneziano:
"Casse da banchiere. Gamba da cerviere. Pazienza da romita. Aver rason. Saperla espor. Trovar chi l’intende e chi la voglia dar. E debitor che possa pagar!"
M’è sovvenuta questa massima, e mi piace rivisitarla, pensando all’atteggiamento di coloro che necessitando (per volontà propria o – di questi tempi - sempre più spesso altrui) di riproporsi sul mercato del lavoro, che ha bandito dall’orizzonte il futuro di una volta, dimenticano che anche per fare il lavoro di cercare il lavoro, occorre rifarsi a certi fabbisogna per conseguire con successo il risultato sperato.

GENITORI E RI-ORIENTAMENTO: ATTENZIONE ALL’INSUCCESSO
di Carla Pozzi - Consulente d’ Orientamento Scolastico e Professionale

Nei percorsi di orientamento scolastico che conduco tendo sempre a coinvolgere le famiglie degli studenti per evidenti motivi, primo fra tutti il fatto che molti studi dimostrano come la famiglia rivesta ancor oggi un ruolo importante nella definizione dell’identità socio-professionale dei figli.
Una partecipazione maggiore delle famiglie viene da me sollecitata soprattutto nei casi di richiesta di ri-orientamento, in particolar modo se la domanda di cambiamento deriva da situazioni d’insuccesso scolastico. Ho osservato differenti modi di vivere il problema dell'insuccesso scolastico.

Il Libero Professionista - Considerazioni di Davor Crespi:

Essere imprenditori di se stessi sembra essere divenuto un "mantra" che si ripete in ogni dove, sia che una persona sia assunta presso una azienda, sia che stia cercando una occupazione.
Se il lavoratore è dipendente, allora dovrà lavorare come se non lo fosse, ovvero come se l’imprenditore fosse lui, pena la perdita dell’occupazione. Il che significa che non deve guardare gli orari, non deve prestare attenzione al compenso, e possibilmente non deve neppure dire qualcosa sul suo contratto.

Se invece si è nella sfortunata situazione di doversi cercare un lavoro, allora si è quasi certi che le proposte che si riceveranno, ammesso di riceverne, prevedranno avventurose aperture di posizioni, da libero professionista o contratti a progetto, … e in tutto questo chi decide veramente di fare il libero professionista cosa si deve aspettare?